DonnaCarmela, uno scrigno di tradizioni.

Apr 11, 2017

Esistono luoghi in cui Arte e Storia si mescolano a tal punto da non riuscire più a scorgere dove finisca l’uno ed inizi l’altro.

 

È il caso di DonnaCarmela, sorta all’interno di una dimora patronale elegante quanto antica. L’intera location racconta del suo passato attraverso ogni singolo dettaglio. I cortili in pietra lavica e ciottoli di fiume, la cantina, l’originaria cisterna, gli ulivi secolari: tutto sembra voler narrare di sé trasportando chiunque ascolti con il cuore in un viaggio coinvolgente ed emozionante.    

Gli elementi artistici che, però, più di tutti gli altri hanno un trascorso da rivelare sono le Teste di Moro, grandi vasi ornamentali che conferiscono a DonnaCarmela il fascino misterioso dell’antico Oriente. Eppure, per risalire alle origini della leggenda non occorre andare così lontano: la vicenda è tutta siciliana.

Nel lontano anno 1000, nel quartiere arabo di Palermo “Al Hàlisah”, oggi Kalsa, si narra di un sentimento travolgente, folle e appassionato sbocciato tra due giovani amanti. All’epoca, in Sicilia, vigeva la dominazione dei Mori e uno degli svaghi apprezzati dalle fanciulle era quello di prendersi cura delle piante e dei fiori particolarmente utilizzati per decorare balconi e  finestre delle abitazioni.

Un giorno, una ragazza bellissima, si trovò indaffarata nelle faccende domestiche e, una volta raggiunta la terrazza, venne subito notata da un giovane Moro che si innamorò perdutamente di lei. Quindi, senza indugio, la corteggiò con fervore e le dichiarò amore eterno. La fanciulla, colpita dall’audacia del moro, sentì il suo cuore riempirsi di gioia e decise di vivere appieno questo sentimento profondo più del mare azzurro che bagna le coste della bella Sicilia.  

Ma la sua felicità ben presto svanì: l’intrepido Moro le confessò che sarebbe partito per fare ritorno nella sua terra natìa dove lo stava aspettando una moglie e due piccoli bambini. La ragazza, lacerata dal dolore, maturò un forte sentimento di vendetta: decise che non avrebbe mai potuto perdonarlo. Così, aspettò la notte e, non appena il Moro cadde in un sonno profondo, lo punì con la peggiore delle condanne: lo uccise brutalmente e dopo gli tagliò la testa.

Il capo dell’uomo venne gelosamente conservato dalla fanciulla che tornò a dedicarsi alle sue piante usando, al posto del vaso, la testa mozzata dell’amato. Posto in bella mostra, al suo interno cresceva rigoglioso del basilico, spezia associata alla nobiltà, ma anche alla passione. Chiunque vedesse la Testa di Moro, non sapendo la vera provenienza del vaso, ne rimaneva abbagliato e ne desiderava uno: ecco come nasce una delle tradizioni siciliane più antiche.

Le famose ceramiche decorate raffigurano visibilmente i tratti di un uomo arabo e, talvolta, anche quelli di una ragazza dalla pelle rosea come i fiori di pesco a primavera.

L’arte e la leggenda si sono unite e hanno dato vita ad una delle forme più evocative del patrimonio artigianale siciliano.

E DonnaCarmela, proprio come la giovane fanciulla, le custodisce nel cuore della sua dimora.

 

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